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DIARIO

così

vivo per capire quel che non potrò capire
Scritto da Gino alle ore 11:22 il 17 dicembre 2012 - link

la casa di mauri

è già passato molto tempo ma mauri mi manca sempre. Non mi sembra giusto perdere gli amici
Scritto da Gino alle ore 10:17 il 22 novembre 2011 - link

proudhon

Le ombre degli eroi si lamentano e gli inferi fremono.Pan è morto , la società cade in dissoluzione.Il ricco si chiude nel suo egoismo e nasconde alla luce del giorno il frutto della sua corruzione;il servitore improbo e vile cospira contro il padrone;l’uomo di legge dubitando della giustizia non ne capisce più le massime;il sacerdote non opera più conversioni, si fa seduttore;il principe ha preso come scettro la chiave d’oro e il popolo, l’anima disperata ,l’intelligenza offuscata,medita e tace. Pan è morto ,la società è caduta in basso. (proudhon)
Scritto da Gino alle ore 13:05 il 7 novembre 2009 - link

solitudine

Non esser solo non è qualcuno che ti ascolta,è qualcuno che ti parla
Scritto da Gino alle ore 13:08 il 28 marzo 2009 - link

odio

L’odio non fa male a chi è odiato.Fa male a chi odia
Scritto da Gino alle ore 19:00 il 3 marzo 2009 - link

per Schiller

Per dare giudizi drastici non bisogna essere stupidi. Certo che esserlo aiuta. g.p. and G.B.S. Che gli imbecilli siano tanti non mi stupisce per niente. Se non fossero tanti, anzi troppi, l’Itaglia (non è un errore) e la sua cultura non sarebbero in queste condizioni. Che essi si siano accodati all’interpretazione becera della signora Mussolini(Benito, il duce, Romano ,una persona deliziosa e intelligente e per finire (speriamo) lei) mi conferma la mia opinione sulla libertà di pensiero che corre tra quelli che leggono i titoli ed usano pensieri già confezionati. Non mi passa neppure per la mente di chiedere scusa per la mia piccola canzone come non chiederò ad altri di scusarsi per la loro stupidità. Vorrei chiedere a Schiller il vecchio filosofo di spiegare una volta per tutte perchè non accetto un giudizio etico, morale o sociale su di un opera artistica mentre accetto totalmente un giudizio critico. Inoltre ,gia che c’è potrebbe spiegare anche come c’entra in tutto questa vicenda il concetto di saggezza socratico ed il suo concetto di maieutica. Caro Schiller ti ringrazio se ti impegnerai anche se so che è inutile parlare con chi non vuol sentire .
Scritto da Gino alle ore 10:11 il 8 febbraio 2009 - link

grazie

Era un po troppo che tutti erano d’accordo su di me.Avevo paura di essere ormai omologato. I surrealisti facevano i baffi alla Gioconda non perchè non l’apprezzavano ma perche si “doveva” apprezzarla. Era un po troppo che gli imbecilli non mi attaccavano. Ora sono più tranquillo.Sono convinto di avere scritto una cosa bella, poetica e dolce e me lo conferma questo accanimento degli imbecilli. Grazie imbecilli.
Scritto da Gino alle ore 17:29 il 2 febbraio 2009 - link

O.W. che non sbaglia mai

la maggior parte della gente è altra gente.Le loro idee sono opinioni altrui, la loro vita un imitazione, le loro passioni una citazione O.W
Scritto da Gino alle ore 19:39 il 29 gennaio 2009 - link

domani

si disferà cadendo a pezzi una grande spugna lo cancellerà continuerà a vagare per il cielo come un palloncino scappato dalle mani di un bambino e scoppierà come una bolla infetta poi un altro figlio inventerà un altro mondo ,altri uomini altri giorni verdi senza tempo altri fili d’erba e alberi d’estate e ritorneranno i passeri allegri e i fiori rossi sul mare
Scritto da Gino alle ore 18:29 il 22 ottobre 2008 - link

mauri

mi mancherà la sua allegria,la sua leggerezza,la sua ironia,il suo buffo e infantile entusiasmo,il suo viso da elfo,la sua generosità,la sua amicizia. Mi manca e mi mancherà Mauri.
Scritto da Gino alle ore 09:32 il 24 novembre 2007 - link

quel che resta

Di una donna con la quale hai vissuto quel che resta non è molto .I ricordi sbiadiscono e diventano opachi e confusi.Qualcosa di piccolo ed insignificante si fissa nella tua mente e allora quella persona diventa un particolare della tua vita che può determinare anche una tua maniera di pensare. Una volta nella sua auto mi guardo intorno e ,diciamo che inorridisco:nella macchina delle donne di solito c’è di tutto ma mi sembrava un po’ troppo . Pacchetti di sigaretto vuoti quanti? Troppi.Chiedo:buttali dal finestrino. No .Perche non lo fai? Perché non voglio sporcare il mondo.
Scritto da Gino alle ore 12:57 il 25 giugno 2007 - link

la parola

Perche? Noi scriviamo per un senso di immanente eternità,il simbolo grafico che si trasmette anche se l’autore non esiste. L’altra ragione è l’affermazione della nostra umanità rispetto alla nostra animalità. L’uomo è un animale diverso perché può trasmettere attraverso il simbolo il suo pensiero nel tempo e nello spazio. ,
Scritto da Gino alle ore 09:36 il 11 giugno 2007 - link

il postino

Il postino suona sempre due volte.Come l’assassino e il rapporto con il suo delitto.O come la poesia che è una sorta di delitto e come tutti i delitti è fondamentalmente inutile. La poesia bussa alla tua porta per la prima volta senza che tu lo sappia. All’inizio quando la realtà non la conosci ancora e la scopri ogni giorno senza filtri senza stonature inventandola come una sensazione che riguarda solo te e che non ha riferimenti. Allora, ancora senza un linguaggio tuo,il linguaggio è dentro alla realtà incredibile e non usata che affronti ogni giorno e tu bambino “fai” la poesia quando ti perdi dentro a una formica rossa che è tutto il mondo che cammina sul tetto del mondo che cammina su dio. Poi la poesia bussa alla tua porta per la seconda volta. Ma questa volta tu devi essere capace di aprirgli la porta.Perchè questa volta devi dimenticare tutto quello che ti hanno insegnato a considerare utile e ritrovare la fantasia e lo stupore di un bambino nel guardare la tua vita. Allora la poesia-assassino-postino può rientrare dalla tua porta e con l’emozione del ritrovarsi puoi guardare e scrivere di un topolino su un elefante ,di una nave su una balena,di una balena sul tetto del mondo e, finalmente ,di una formica su dio.
Scritto da Gino alle ore 13:07 il 21 maggio 2007 - link

jazz

Quello che vi racconto può essere applicato a qualsiasi forma di attività creativa. In questo caso spiega che cosa è per me il jazz. Quando avevo circa sedici anni un organizzatore di concerti jazz che si chiamava Norman Granz portò a genova un gruppo di musicisti straordinario : Ella Fitzgerald,Gene Krupa,Roy Eldrige,Oscar Peterson,Barney Kessel,Jo Jones,Lester Young ecc. Dopo il concerto all’allora teatro Margherita, dove eravamo pochi ma entusiasti ,andai nell’albergo dove si erano ritirati i musicisti.Nella hall trovai Lester Young che si fumava una sigaretta col cappello nero calato sugli occhi seminascosti dalle palpebre.Dopo avergli fatto i complimenti, nel mio inglese imparato in porto dai soldati americani,gli chiesi come si facesse a tirar fuori col sax tutto quello che lui riusciva a esprimere. Mi guardò a lungo ,zitto, e quando credevo che ormai non mi avrebbe più risposto disse: play jazz is like piss of.
Scritto da Gino alle ore 12:55 il 16 maggio 2007 - link

per fare

Per FARE la poesia E necessario: avere un enorme rispetto della materia che usi,sia essa parola,colore,note,mattone,o moduli di altro tipo// rispettare le leggi che ogni materia ha dentro di se senza violentare la natura che le ha prodotte// credere nell’alchimia ,nella magia che può succedere quando trovi il modo giusto di assemblare gli elementi che hai scelto// guardare la realtà con i tuoi occhi senza mediazioni che vuol dire liberarsi totalmente degli stereotipi che sono continuamente in agguato// coltivare come un contadino la tua immaginazione,la tua fantasia senza farla mai riposare dentro a piumoni di frasi fatte e di immagini preconfezionate// credere ciecamente nella realtà/poesia o nella poesia/realtà
Scritto da Gino alle ore 12:27 il 16 maggio 2007 - link
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