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DIARIO

il postino

Il postino suona sempre due volte.Come l’assassino e il rapporto con il suo delitto.O come la poesia che è una sorta di delitto e come tutti i delitti è fondamentalmente inutile. La poesia bussa alla tua porta per la prima volta senza che tu lo sappia. All’inizio quando la realtà non la conosci ancora e la scopri ogni giorno senza filtri senza stonature inventandola come una sensazione che riguarda solo te e che non ha riferimenti. Allora, ancora senza un linguaggio tuo,il linguaggio è dentro alla realtà incredibile e non usata che affronti ogni giorno e tu bambino “fai” la poesia quando ti perdi dentro a una formica rossa che è tutto il mondo che cammina sul tetto del mondo che cammina su dio. Poi la poesia bussa alla tua porta per la seconda volta. Ma questa volta tu devi essere capace di aprirgli la porta.Perchè questa volta devi dimenticare tutto quello che ti hanno insegnato a considerare utile e ritrovare la fantasia e lo stupore di un bambino nel guardare la tua vita. Allora la poesia-assassino-postino può rientrare dalla tua porta e con l’emozione del ritrovarsi puoi guardare e scrivere di un topolino su un elefante ,di una nave su una balena,di una balena sul tetto del mondo e, finalmente ,di una formica su dio.
Scritto da Gino alle ore 13:07 il 21 maggio 2007 - link

jazz

Quello che vi racconto può essere applicato a qualsiasi forma di attività creativa. In questo caso spiega che cosa è per me il jazz. Quando avevo circa sedici anni un organizzatore di concerti jazz che si chiamava Norman Granz portò a genova un gruppo di musicisti straordinario : Ella Fitzgerald,Gene Krupa,Roy Eldrige,Oscar Peterson,Barney Kessel,Jo Jones,Lester Young ecc. Dopo il concerto all’allora teatro Margherita, dove eravamo pochi ma entusiasti ,andai nell’albergo dove si erano ritirati i musicisti.Nella hall trovai Lester Young che si fumava una sigaretta col cappello nero calato sugli occhi seminascosti dalle palpebre.Dopo avergli fatto i complimenti, nel mio inglese imparato in porto dai soldati americani,gli chiesi come si facesse a tirar fuori col sax tutto quello che lui riusciva a esprimere. Mi guardò a lungo ,zitto, e quando credevo che ormai non mi avrebbe più risposto disse: play jazz is like piss of.
Scritto da Gino alle ore 12:55 il 16 maggio 2007 - link

per fare

Per FARE la poesia E necessario: avere un enorme rispetto della materia che usi,sia essa parola,colore,note,mattone,o moduli di altro tipo// rispettare le leggi che ogni materia ha dentro di se senza violentare la natura che le ha prodotte// credere nell’alchimia ,nella magia che può succedere quando trovi il modo giusto di assemblare gli elementi che hai scelto// guardare la realtà con i tuoi occhi senza mediazioni che vuol dire liberarsi totalmente degli stereotipi che sono continuamente in agguato// coltivare come un contadino la tua immaginazione,la tua fantasia senza farla mai riposare dentro a piumoni di frasi fatte e di immagini preconfezionate// credere ciecamente nella realtà/poesia o nella poesia/realtà
Scritto da Gino alle ore 12:27 il 16 maggio 2007 - link
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