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DIARIO

il postino

Il postino suona sempre due volte.Come l’assassino e il rapporto con il suo delitto.O come la poesia che è una sorta di delitto e come tutti i delitti è fondamentalmente inutile. La poesia bussa alla tua porta per la prima volta senza che tu lo sappia. All’inizio quando la realtà non la conosci ancora e la scopri ogni giorno senza filtri senza stonature inventandola come una sensazione che riguarda solo te e che non ha riferimenti. Allora, ancora senza un linguaggio tuo,il linguaggio è dentro alla realtà incredibile e non usata che affronti ogni giorno e tu bambino “fai” la poesia quando ti perdi dentro a una formica rossa che è tutto il mondo che cammina sul tetto del mondo che cammina su dio. Poi la poesia bussa alla tua porta per la seconda volta. Ma questa volta tu devi essere capace di aprirgli la porta.Perchè questa volta devi dimenticare tutto quello che ti hanno insegnato a considerare utile e ritrovare la fantasia e lo stupore di un bambino nel guardare la tua vita. Allora la poesia-assassino-postino può rientrare dalla tua porta e con l’emozione del ritrovarsi puoi guardare e scrivere di un topolino su un elefante ,di una nave su una balena,di una balena sul tetto del mondo e, finalmente ,di una formica su dio.
Scritto da Gino alle ore 13:07 il 21 maggio 2007 - link
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